EVOLUZIONE n° 1

"Eliminate the open-hand tipping"


"One of the very fundamental nature of our sport is “keep the ball in play”, the FIVB motto is “keep the ball flying”, historically the name of the sport , “volley”, is important.
I’m interested in doing things that will extend the rally or extend the volley, and to do that you have to make a little bit more difficult, maybe a lot more difficult, to kill the ball. We’re seeing it already in the growing popularity of the women’s game vs the men’s game , I’m not sure it can be measured but there are some empirical data around the world and certainly in the US that will favour spectators enjoying the women’s game because the rallies are longer. They are not dramatically longer but even one or two net crossings on average makes the rally more exciting. It seems that the longer the rally the more engage the crowd gets in the sport, the more exiting the game is. That’s where in my view, open-hand tipping plays the role. Most tips go down at a very high percentage than kill, certainly in the women’s game probably mostly of center hitter ,the quick hitter and the first tempo attack . I would like to see the rallies extended and I think we define that by how many times the ball is crossing the net, and so eliminate the open-hand tipping for me is an obvious way to move in that direction."

 

EVOLUZIONE n° 2

Free blocking: Let the front player block everything

 

"The motivation is to try to extend the rally. The open-hand tipping elimination will certainly have more impact on women side and what we call “free blocking will have more impact on men side. I know that from evaluations that we did during the time I coached and after, that you can define the sideout efficiency almost directly by the quality of reception,or the quality of the dig, or the quality of the free ball pass. The very highest kill percentage was when the setter had to jump to set but was easily capable of doing it without violating the net, but took the ball very close to the net and at high point above the net and that is a ball that potentially could be blocked . The down side in my mind is that there is some injury potential and I’m not sure we want to make a rule that might increase injuries but I do think if the blockers were able to block anything, a set or even a ball that has been set but hasn’t quite been attacked ,that’s possible also, in a very short period of time the passers will be coming off the net and you have a little bit less quick attack but you have a better form block more often than we do right now. I’m interesting in increasing the number of net crossings and it will be very interesting in seeing, it means you have to study it how does it work. At the very highest level we rarely average three net crossings in the men’s game including the serve and when we really have a long rally it’s maybe 3 plus or 4 net crossings. That’s not a long rally."

 

EVOLUZIONE n° 3

The Clock in Volleyball


“I think Clock is definitely something we are to be examining and frankly pretty closely. There are very few sports that do not operate with a clock structure. I think it would be a very big change for volleyball and probably one of the largest arguments against it. But considering all the sports with few exceptions maybe golf tennis and baseball (and I think even baseball is starting to incorporate timing into certain part of the sport, volleyball is one the few that does not have a clock involved. And when you hear the argument from the FIVB that we have to package the sport within two hour window that is essentially been driven by the television or sponsors, broadcasters etc, I think a clock absolutely has to be considered. If you are gonna stay with the format that is currently being used around the world, you can certainly stay within the arbitrary time but you also going to wind up with matches enter the very short of that time. From my own prospective there are a lot of advantages to examining the use of a clock. Broadcasters will surely love it because you can have fixed time out and fixed period where you can incorporate the advertising and spectators actually in most cases like it because it gives them an opportunity to use the restrooms or buy products and so the facility owners and the advertisers like it. It’s important to point out that for many many years USAV ran our national championships with the Clock (eight minute clock was stopped when the ball was not in play and you needed to win by two).But before you start talking about the clock I think you to have to question the motivation that we have to package the sport in this pretty determined window for television. Volleyball is clearly not at the top of the food chain for sports around the world and so if we are getting told by broadcasters that there will be more opportunity to put the game on television, we will provide more windows if we can guarantee us that it will fix within a certain time frame, then I think there is some rationale…but I’m not sure that we’re hearing that.”

 

World Grand Champions Cup 2017

Valutazioni tecniche

Le immagine mostrano le direzioni di attacco rispetto al punto di attacco lungo la rete.

Si conferma la tendenza di schiacciare piu in diagonale con la palla corta mentre gli attacchi in parallela arrivano solo quando la palla è vicina all'antenna. La necessità di giocare veloce, attaccare alto (potete vedere che la maggior parte degli attacchi è eseguito all'altezza dell'ultimo settore rosso dell'antenna) ed avere angoli disponibili fa si che le traiettorie di alzata siano spesso molto corte specialmente in zona 4.

Questa tendenza sta cambiando (oppure ha già cambiato) il sistema di muro e difesa delle squadre più evolute.

Da notare che mediamente l'altezza degli attacchi della squadra USA è maggiore di quella della squadra italiana.

Altro dato è il particolare degli attacchi da posto 2 /1 dell'Italia, con grande coinvolgimento di Vettori, dove si nota una marcata preferenza verso gli attacchi in diagonale.

Altra tendenza confermata della pallavolo moderna: la maggior parte delle battute sono indirizzate verso posto 6 e 5, con un ristrettissimo numero di servizi verso posto 1. Questo perchè ci sono più possibilità di evitare il libero e più possibilità di trovare i due ricevitori vicini, ormai obiettivi da centrare il maggior numero di volte.

Bellissimo particolare dello studio del punto di contatto del palleggio.

Fantastica la continuità di Christenson che palleggia tutti i palloni dentro la zona dei tre metri, ad una altezza superiore alla rete. Il TEMPO condiziona la pallavolo attuale in tutti gli aspetti ed avere il proprio palleggio che parte da questa altezza , togliendo tempo di reazione al muro avversario risulta essere un innegabile vantaggio.

Bruno, forse il miglior palleggiatore al mondo, ha un numero di palleggi sopra la rete inferiore, anzi si concede una buona parte della sua distribuzione con ricezione perfetta ad una altezza inferiore.

Una ovvia conferma: più il palleggiatore è vicino alla rete e più la squadra è vicina alla vittoria.

Ma una ulteriore tendenza sembra evidenziarsi in queste partite di WGCC: il punto rete obiettivo per la ricezione sembra essere il centro della rete e non più la posizione classica tra zona 2 e zona 3.

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Cesenatico Maggio 2017

Bologna 27 set 2015 Corso Aggiornamento

"Bilancieri piegati!"

"Saltatori, grossi, forti, agili e..... Tecnici"

di Marco Da Lozzo

Cosa accadrebbe alla mia squadra se ne affrontasse un'altra che salta più' in alto, si muove più' velocemente e tira più forte? La risposta più immediata e' che la squadra avversaria PERDE (!), ma la mia  FATICA DI PIÙ PER VINCERE. Per mettere la palla a terra o per ricevere e difendere palloni più "pesanti", sarà costretta a ricercare prestazioni alla quale non è allenata, spendendo più energie per realizzarle.
Appare evidente che la pallavolo d'alto livello sia cambiata e che l'aspetto fisico rivesta un ruolo sempre più importante. Basta guardare il podio dell'ultima WL maschile per accorgersi di come i sestetti di Stati Uniti, Brasile e Italia (ma potremmo aggiungere Russia,Bulgaria,Serbia,Polonia ecc.) siano composti da giocatori sempre più "grossi", che saltano sempre più in alto e che tirano sempre più forte. La preparazione fisica moderna e' una chiara fusione della buona vecchia "ghisa" sollevata con l'unica attenzione all' entità del carico, ed i moderni metodi che controllano la velocità di spostamento del carico, la tecnica d'esecuzione, il controllo propriocettivo e non solo. Lo scopo diventa quindi quello di rendere più economiche e sempre più vicine al 100% le azioni tecniche attraverso una sempre maggiore fusione con gli allenamenti in campo. Ci si accorge dunque che per questo incremento di prestazioni vi è stato un progressivo miglioramento tecnico che permette agli allenatori di godere di muri sempre più invadenti e composti, ricevitori precisi nonostante i servizi più veloci, per non parlare di liberi e palleggiatori sempre più abili nel tocco della palla e nella velocità di scelta. Ma come per le auto dalle grandi prestazioni, è facilmente intuibile che tutte le componenti siano maggiormente sollecitate e sottoposte a rischio di rottura; per questo motivo, tra i numerosi dati e metodi al servizio di allenatori e preparatori, riveste un ruolo sempre più importante lo staff medico/fisioterapico, senza il quale la preparazione atletica troverebbe la sua dimensione nel fitness o nel ricondizionamento. Si parte quindi dai "bilancieri piegati" per creare un sistema di lavoro, dove tutto lo staff partecipa a spingere sempre più al limite e sempre più in sicurezza, una macchina che con il suo pilota emozionerà il pubblico giocando per l'unico vero obiettivo.... Vincere.

 

Prof. Marco Da Lozzo

"SPRAY AND PRAY"

La tattica "Spray and Pray" in gergo militare viene usata quando si spara una grande quantità di colpi in una direzione senza nessuna mira, nella speranza che qualche colpo vada a bersaglio contro il nemico. Si "spruzzano" colpi e si "prega" che qualcuno vada a bersaglio. Una tattica che è stata molto usata nel Vietnam dai giovani soldati americani che nell'impossibilità di vedere bene il nemico scaricavano i propri M16 in una direzione sperando di fare più male possibile al nemico. Una soluzione perdipiù usata da soldati poco addestrati o che avevano paura di tirare fuori la testa dai propri nascondigli.

Mi permetto di usare questo termine nel mio lavoro quando vedo troppe battute sbagliate tirate al 100% nel tentativo di ottenere subito un risultato, senza guardare cosa succede nell'altra parte del campo. Questo , secondo la mia opinione, porta ad andare fuori controllo con il numero di errori, ed essere molto legati alla giornata che la squadra o un giocatore ha, in un singolo fondamentale.

E' sicuramente vero che la battuta è ormai il fondamentale più importante ma anche la gestione del numero di errori totali di una squadra decide chi vince e chi perde nella pallavolo moderna.

Paolo Montagnani

 

La Ricezione Triplo Più

 

Le ormai tantissime valutazioni che vengano usate dagli addetti ai lavori,(Allenatori,assistenti tattici e scoutman), mi portano a riflettere su un concetto che il mio ex-allenatore e grande maestro di pallavolo, DOUG BEAL, portò all'attenzione dei tecnici nel 2004. Nella pallavolo moderna il range di valutazione delle ricezioni positive si sta allargando;la zona della ricezione perfetta(#) varia a seconda dell' idea dei tecnici ma in generale ormai se una ricezione vicina alla rete permette tutte le soluzioni viene considerata come Ric #. La zona della ricezione positiva (cioè quella che non è perfetta ma permette comunque tutte le soluzioni) si sta allargando, vuoi per l'abilità dei palleggiatori attuali(non molti purtroppo) in grado di giocare primi tempi anche con ricezioni non perfette, vuoi perchè un altro dei concetti che sta prendendo piede è che risulta molto rischioso, con le battute attuali, andare a cercare una ricezione superprecisa con il rischio di perdere il possesso della palla mandando il pallone dall'altra parte della rete; si preferisce giocare il pallone anche a scapito di avere qualche ricezione un pò più lontana dalla zona di perfezione.

Ecco perchè andrebbe premiata con una valutazione supplementare una ricezione...diciamo...superperfetta!.

Una ricezione nel punto rete stabilito, con parabola che permette al palleggiatore  un posizionamento comodo sotto la palla, che permetta al palleggiatore di effettuare il palleggio in salto, e la cui parabola se non interrotta dal palleggio finisca nell'altro campo tanto da indurre il centrale avversario a pensare di poter attaccare il pallone di prima.

Questo è il concetto che Doug esternò ad un lontano corso per la Data Project nel 2004.

Ripensandoci ora,penso possa essere arrivato il momento.

Un qualcosa in più. Se poi allenare la ricezione superperfetta o meno, agli allenatori spetta la decisione finale.

Paolo Montagnani

La teoria delle finestre rotte

 

"Con l'espressione teoria delle finestre rotte si indica quella teoria sociologica secondo cui investendo le risorse, umane e finanziarie, nella cura dell'esistente e nel rispetto della civile convivenza si ottengono risultati migliori rispetto all'uso di misure repressive. Al contrario, trascurando l'ambiente urbano, si trasmettono segnali di deterioramento, di disinteresse e di non curanza. Ad esempio l'esistenza di una finestra rotta (a cui il nome della teoria) potrebbe generare fenomeni di emulazione, portando qualcun altro a rompere un lampione o un idrante, dando così inizio a una spirale di degrado urbano e sociale.

Nel 1994 il neoeletto sindaco di New York Rudolph Giuliani, con l'aiuto del commissario Bill Bratton, applicò la teoria della finestra rotta per combattere il crimine nella metropolitana della città. L'operazione da cui ebbe il via la Tolleranza zero, consisteva semplicemente nel far pagare il biglietto ai viaggiatori. Questo bastò a cancellare l'idea che la metropolitana fosse una zona abbandonata e senza regole, producendo un crollo delle attività criminali."(Wikipedia)

Quando per la prima volta molti anni fa venni a conoscenza di questa teoria pensai che fosse assolutamente esportabile nell'"ambiente squadra". Ritengo che quando si fa attenzione ad ogni dettaglio,quando tutto viene curato,quando si lavora in un ambiente dove c'è l'attenzione per ricercare l'eccellenza,quando i giocatori avvertono che nulla è lasciato al caso, risulta più facile ottenere la massima concentrazione e la massima dedizione su quello che si fa.

Ho sempre cercato di ricreare questo modo di lavorare,indipentemente dalla categoria,dalla nazione e dalla qualità della squadra che avevo a disposizione;e devo ammettere che quando ci si riesce è un piacere lavorare, e anche la mia concentrazione era tutta dedicata alla squadra, a come risolvere i problemi e a ricercare nuove forme di allenamento e nuove proposte per i giocatori.Quando invece, ho lavorato in ambiente dove la superficialità e l'incuranza del particolare era dilagante,ho notato che anche i giocatori non erano predisposti alla cura del dettaglio ma erano superficiali,non davano importanza alle giuste cose e soprattutto non davano valore al loro lavoro.

Vi tolgo anche un dubbio, non è assolutamente questo  il desiderio di lavorare in un ambiente "facile" e ovattato, anzi, io amo ricreare un ambiente di lavoro organizzato dove però si ricerca l'eccellenza e quindi dove l'esigenza verso il prossimo ma soprattutto verso se stessi è molto alta. La pallavolo è un gioco, e il gioco è un tratto fondamentale della natura umana, ma nel nostro gioco ci sono obiettivi e regole ben definite e quindi trovare un modo per raggiungere gli obiettivi divertendosi è la nostra grande sfida.

Paolo Montagnani

 

 

 

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